
Lot No. 803
Denominazione(Brühl 1891– Parigi 1976) Les jeunes et les jeux twistent, firmato max ernst, a tego reca iscrizione, firma e data Twist max ernst 64, olio su tela (dipinto e dipinto a spatola), cm 116 x 89, in cornice, (PS)
Provenienza:
galleria Alexandre Iolas, Milano;
galleria Beyeler, Basilea (n. 6835);
galleria Renos Xippas, Parigi (n. ME031) (è presente l’etichetta di ciascuna galleria)
collezione privata, Londra.
Mostre:
Parigi, galleria Alexandre Iolas, Max Ernst, Cap Capricorne, 22 maggio -14 giugno 1964;
New York, The Jewish Museum, Max Ernst, Sculpture and recent painting, 3 marzo -17 aprile 1966, n. 64;
Venezia, Palazzo Grassi, Max Ernst, Oltre la pittura, 17 giugno - 2 ottobre 1966, n. 63 (etichetta della mostra);
Roma, Galleria Iolas Galatea, Max Ernst, aprile 1967;
Atene, galleria Jean & Karen Bernier, Max Ernst, 1978;
Bibliografia:
a cura di Werner Spies, Sigrid e Günter Metken, Jürgen Pech, Colonia 2007,
Max Ernst, Werke 1964–1969, n. 3831, pag. 3 (ill.);
catalogo della mostra The Jewish Museum New York, Max Ernst, Sculpture and recent painting, 1966, tav. n. pag. 31;
Das Kunstwerk, 18. Jahrgang, 1964–65 H. 1–3, pag. 91;
“Nessun subacqueo sa che cosa porterà a galla dopo essersi tuffato. E proprio così neanche il pittore cerca i suoi soggetti. Accollarsi una cosa simile, per quanto sovversivo e fuori dal comune fosse il soggetto, e trattarlo in maniera accademica, equivarrebbe a creare un’opera di scarso significato rivoluzionario..“
Max Ernst in risposta alla domanda “Dove va la pittura?“ (citato da Jürgen Pech in: Spies, Werner (a cura di ), Max Ernst, Die Retrospektive, Colonia 1999, pag. 224);
scegliendo il titolo “Les jeunes et les jeux twistent“ l’artista invita l’osservatore a fare delle associazioni individuali. Il titolo non ci fornisce una risposta, nel senso di un pensiero di validità universale, mediato dal linguaggio, eppure riesce ad evocare nella coscienza dell’osservatore, mediante il suo suono, un’immagine di movimenti disparati. Essi appaiono ancora più chiaramente quando si contempla l’opera non appesa alla parete ma posata su una superficie: l’artista elabora la tela ponendo al di sotto assicelle che formano la struttura dell’opera (cfr. A cura di Werner Spies, Max Ernst Retrospektive, 1979, pag. 340). Grazie alle varie tecniche come il frottage, l’uso della spatola e la pittura, la stesura del colore varia da sottile a pastosa. Le sfumature di colore cambiano di centimetro in centimetro come risultato di un lavoro meticoloso. Le infinite microstrutture che così si formano animano e vivacizzano la superficie del quadro, suggerendo una sorta di rilievo. La forma pittorica aperta, ampliata ulteriormente dall’alternanza fra la prospettiva dall’alto verso il basso (durante l’esecuzione) e la visione frontale (quando si contempla il dipinto) potenzia la tensione interna al quadro. L’osservatore riesce così a distinguere nella struttura animata delle figure che ballano il twist.
Esperta: Dr. Petra Maria Schäpers
Arte moderna
Data dell’asta: 23.05.2012 - 17:00
Luogo dell'asta: Palais Dorotheum
| Prezzo realizzato* | EUR 605.300,- |
| *USD 782.500,- | |
| *CZK 15.780.000,- |
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23.05.2013